Ho scritto un libro su come avere un diversity mindset, cioè un modo di pensare, vedere, valorizzare la diversità, in maniera libera, sicura, senza paura.

L’inclusione è un processo che parte dalla mente, cioè dall’aver chiarezza e consapevolezza di come vedi, interagisci e reagisci alla diversità. Avere una mappa di cosa ti serve e di come puoi raggiungere il giusto diversity mindset ti permette di affrontare la costruzione di un approccio inclusivo autentico intenzionale e concreto che ti permette di comunicare senza la paura di offendere, perché sai esattamente come rivolgerti a persone diverse, la sicurezza di parlare di una causa sociale che ti sta a cuore senza avere la sensazione di parlare al posto di, riuscire a coinvolgere e intercettare un audience diversificata che si sentirà ascoltata, vista, presa in considerazione e accolta.

Cos’è il diversity mindset

Questo concetto ha origini anglosassoni e in Italia in questa accezione si sente pochissimo. Diversity mindset è la modalità attraverso la quale si interagisce con persone diverse, che appartengono a gruppi marginalizzati e minorizzati, libera e consapevole di bias pregiudizi e stereotipi che influenzano decisioni e scelte.

È il processo che ti permette di costruire l’inclusione in modo autentico e intenzionale perché una volta che si impara a vedere, comprendere ed essere consapevoli dei propri punti ciechi, gli atteggiamenti, il linguaggio, la considerazione verso la diversità sarà differente, risultando più naturale, con meno paure e più spontaneo. Sarà difficile incorrere in gravi errori e anche se dovesse succedere si saprà come fare e non ci si farà bloccare da questo.

Quali sono gli elementi principali di un diversity mindset

  • apertura;
  • curiosità sana;
  • erronea convinzione.

Il primo elemento essenziale per questo quindi è l’apertura, mentale. Ci tengo a spiegarti che essere aperti mentalmente non vuol dire tollerare, non vuol dire accettare, ma vuol comprendere l’esistenza di pluralità tutte valevoli e meritevoli.

Curiosità sana, e non il contrario. La curiosità è un sentimento che spinge anche fuori dalla propria zona di comfort, dalla propria visione e idea di pensiero, sana perché non ti fa solo far domande, ma ti fa anche ascoltare e riflettere sulle risposte che ricevi: la curiosità sana non è sana curiosità che di solito è più simile alla morbosità e va più alla ricerca di conferme sui propri pensieri relativi a persone, situazioni a conferma di bias e stereotipi. E poi abbiamo l’erronea convinzione che già sei avanti, che probabilmente hai amici che appartengono a una dimensione della diversità, hai viaggiato molto, anche fuori dall’ Europa, hai fatto esperienze in realtà diverse e tutto questo ti rende ovviamente più avanti. Eccola l’erronea convinzione, che ti basti uno o più di questi elementi per essere già quasi a posto. Questo elemento è utile perché permette di poter riconoscere, decostruire e ricostruire in modo efficace stereotipi, bias e pregiudizi.

Quali sono i passaggi per un diversity mindset

Costruire un diversity mindset è un percorso di consapevolezza che richiede tempo, ma soprattutto voglia di mettersi in discussione e lasciare da parte ogni senso di colpa che nascerà durante il percorso.

Se volessi fare una mappa le tappe sarebbero queste:

  1. Autoriflessione: rifletti sui tuoi aspetti personali come identità di genere, etnia, cultura, religione, orientamento sessuale, abilità fisiche e mentali.
  2. Esperienze: considera le tue esperienze di vita e come queste influenzano la tua percezione sulla diversità. Ti sei mai trovata a vivere alcune di quelle esperienze?
  3. Valori e credenze: esplora i tuoi valori e le credenze riguardanti la diversità e l’inclusione. Cosa significano per te, in che modo le vuoi mettere in pratica, hai una dichiarazione d’inclusione?
  4. Sfide e privilegi: sei consapevole dei privilegi di cui godi? Sei capace di identificare le sfide che si affrontano per la propria diversità?
  5. Obiettivi: cosa vuoi fare in concreto? Cosa vorresti che si realizzasse con un diversity mindset? Una maggiore sensibilizzazione, contribuire alla creazione di ambienti inclusivi, raggiungere persone diversificate e tanto altro.
  6. Risorse: identificare risorse personali e esterne che possono aiutarti a esplorare e comprendere meglio la diversità.
  7. Azioni: pianificare azioni concrete per promuovere la diversità e l’inclusione nella propria vita, nel lavoro e nella comuncazione.
  8. Riflessione continua: continuare a riflettere e aggiornare la mappa mentale sulla diversità man mano che si cresce e si evolve personalmente.

Conclusione

Se ti serve una guida per creare questa mappa e vuoi iniziare il percorso puoi iniziare dal mio libro. Lo trovi qui sotto.

https://www.flacoedizioni.com/137-diversity-equity-and-inclusion.html

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