Intelligenza culturale

15 Mar 2022

Come si misura il livello d’inclusione di un’ attività

Definisco  l’inclusione come  un processo, che parte dal tuo mindset sulla diversità. Quello che intendo nello specifico è affrontare il proprio modo di reagire e relazionarsi con la diversità definita anche intelligenza culturale

In questo articolo ti spiego cosa è e come la uso nei miei servizi per misurare il livello d’inclusione di un’attività.

Cos’è l’intelligenza culturale

È la capacità di muoversi, agire e ragionare in maniera efficiente in ambienti e con persone con un’altra cultura.

La considerazione di ciò che è normale, e il modo di avere a che fare con ciò che è diverso, per il popolo occidentale deriva un po’ dal suo passato coloniale. Quel passato, non solo ha influenzato l’identità odierna e creato la base per il sistema, politico economico e sociale ma anche l’aspetto culturale. Ancora oggi molte persone sono inconsciamente influenzate da questo, e si sentono legittimate a pensare, agire e quindi anche relazionarsi, in un certo modo. Hai mai toccato i capelli di una persona afro discendente prima che ti rispondesse alla domanda “Che bei capelli, posso toccarli?” Se lo hai fatto, o hai fatto qualcosa di simile, questo è quello di cui parlo. Ti senti sentitә liberә di farlo senza il suo permesso, ti sei sentitә legittimaә. Sai perché? Perché il modo in cui sei cresciuta ricalca il fatto che il corpo delle persone nere fosse a disposizione dell’uomo bianco. Questo si è perpetrato per anni ed è entrata nell’idea che si possa fare. Nessun adulto insegna ai propri figli che si può fare ma è un atteggiamento che è diventato “normale”.

Ovviamente, questo non è un mio semplice pensiero ma il frutto di studi di, antropologi e sociologi. 

Ancora sull’intelligenza artificiale

Il mondo in cui viviamo oggi sta cambiando e le persone con cui ti relazioni sia a lavoro che nella vita privata, non sono tutti uguali. Dal punto di vista del business non ci saranno più i clienti di una volta, come ho scritto in questo articolo sul Futuro del marketing. Voglio sfatare l’affermazione che dice che siamo tutti uguali: no! Non è vero, e non è vero, ne giusto, che ci si comporti con chi è diverso come con tutti gli altri. Rendersi conto che la società tratta in modo diverso alcune persone per razza, età, abilità, genere, orientamento sessuale, cultura, religione, è un primo passo importante. Si parla d’intelligenza culturale da qualche anno proprio intesa come capacità di relazionarsi avere a che fare la diversità. Non solo chi ha un altra cultura o religione, ma anche verso i cambiamenti della società che si evolve anche nella cultura. 

La sua definizione te l’ho già data, in questo paragrafo andiamo nello specifico di come si compone.  L ’intelligenza culturale è composta di quattro elementi:

  • motivazionale quando si mette in evidenza l’interesse a conoscere altre culture e a interagire con persone diverse. Il desiderio e la volontà di conoscere e capire delle cose diverse dalle proprie;
  • cognitivo il processo che porta alla conoscenza delle regole, degli elementi dell’altra cultura;
  • meta-cognitivo si riferisce alla capacità di saper imparare e agire rispetto alle informazioni che si apprendono. Nel senso stretto qui si intende il capire le idee degli altri a partire dalla loro cultura ed esperienze;
  • comportamentale che si riferisce alla capacità di parlare “correttamente” a seconda delle regole dell’altra cultura.

Ovviamente questi elementi non precludono la possibilità di esprimere un opinione contraria ma nel farlo bisogna tenere conto della differenza culturale della persona con cui stiamo parlando.

Come la uso per misurare il livello d’inclusione di un’ attività

Conosci la curva dello sviluppo della sensibilità interculturale elaborata dal Dottr Milton Bennet? Questa curva serve per misurare il livello di sensibilità interculturale, questa curva si basa su ciò che lui chiama “differenziazione”, cioè il modo in cui una persona sviluppa la capacità di riconoscere e convivere con le differenze. 

Invece di usare la curva ho usato una linea retta abbracciando lo schema del Brand Activism in cui agli antipodi troviamo l’attivismo di brand regressivo quello in cui non si prende in considerazione di lavorare e creare strategie per il bene comune, e dall’altra parte verso destra si va verso l’attivismo progressista. Nel mezzo c’è il bene comune il brand activism.

Sulla base di questi studi e teorie io ho provato a definire il mio metodo di misurazione.

In base alle risposte il livello d’inclusione si trova su uno dei 5 punti sulla linea

Ho creato un questionario che prende in considerazione una serie di domande relative al tuo business e al modo di approcciarti alle persone. A seconda del punteggio ti posizioni su un punto diverso della linea corrispondendo a diverse fasi 

ILI Indice del livello d’inclusione

I punti sulla linea dell’ILI sono 5:

  • inconsapevolezza, quando un attività non vuole diversità nella sua audience avendo un impatto negativo. Qui si sta ignorando la diversità e non si presta la minima attenzione. Si possono usare termini e campagne ricche di stereotipi, appropriazione in modo più o meno consapevole ma sicuramente non curante;
  • consapevolezza implicita, l’attività che si posiziona qui, difende le proprie azioni definendole già inclusive perché non intese a escludere nessuno. Non si muove vero una vera inclusione e potrebbe essere covint3 che le sue azione non siano dannose;
  • consapevolezza, riconosce l’importanza della diversità e l’importanza per ogni gruppo minorizzato di sentirsi accolto. Inizia a sperimentare e voler praticare metodi inclusivi ma anche ha ancora dubbi e paure da risolvere.
  • cambiamento consapevole, capisce che c’è bisogno di un lavoro più profondo e specifico e che non può farlo senza la giusta guida;
  • inclusione 100% questa attività ha fatto tutti i passi e adotta le strategie per un marketing, una comunicazione e comportamenti inclusivi.

Questo è lo strumento che uso con il mio servizio Comunica l’inclusione.

Cosa dovresti fare adesso 

Il lavoro con il marketing inclusivo è un lavoro con molti aspetti da prendere in considerazione, ma se attualmente stai vacillando e non sai bene, se, come, perché e da dove potresti iniziare, possiamo sentirci con la chiamata di scoperta e iniziare a porre un primo tassello in questo processo.

Come ti prenoti? Cliccando qui sotto e scrivendomi per una chiamata gratuita di conoscenza

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Diversity mindset è la modalità attraverso la quale si interagisce con persone diverse, che appartengono a gruppi marginalizzati e minorizzati, libera e consapevole di bias pregiudizi e stereotipi che influenzano decisioni e scelte.

È il processo che ti permette di costruire l’inclusione in modo autentico e intenzionale perché una volta che si impara a vedere, comprendere ed essere consapevoli dei propri punti ciechi, gli atteggiamenti, il linguaggio, la considerazione verso la diversità sarà differente, risultando più naturale, con meno paure e più spontaneo.

Chi sono

Chi sono

Mi chiamo Sambu. Sono una designer di cambiamento, cioè guido le persone nel processo di costruzione e creazione di un marketing inclusivo con una lente antirazzista.
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