Ogni storia una voce: Marité mindfulness coach e crescita personale

22 Apr 2023

Ogni storia una voce è la rubrica in cui i black owned business si raccontano.
La rubrica per farteli conoscere e poterli supportare.

Presentati: chi sei e di cosa ti occupi?
Sono Marité, è sono cantautrice, direttrice Gospel, ma, sono anche Musicoterapista e Mindfulness Coach, lavoro nell’ambito della psicologia positiva, aiuto le persone a ritrovare se stesse, a (ri)scoprire il proprio super potere, a superare i blocchi dovuti a traumi o paure, cercando così di realizzare una vita più consapevole e soprattutto creando la vita che le persone hanno sempre sognato.

Come nasce la tua attività?
Ho avuto diversi traumi, uno molto grande, che mi ha portata a spegnermi totalmente, la musica mi ha molto aiutata, così ho deciso di seguire gli studi della musicoterapia, ma non bastava, sentivo che avevo bisogno di cambiare radicalmente la mia mente e avevo bisogno di un vero e proprio “allenamento” alla positività, così mi sono specializzata in Mindfulness e Crescita Personale. Ho pensato che ciò che era capitato ame sarebbe dovuto capitare a nessuno ed è diventata la mia missione: Aiutare le persone!

Purpose: perché fai quello che fai?
Semplicemente perché ognuno di noi su questa terra merita di essere felice, dimentichiamo troppo spesso che la felicità è un percorso interiore, non una macchina da milioni di euro, una casa lussuosa, si anche questo, ma per raggiungere queste cose bisogna partire dal costruire la nostra casa interiore. E poi penso sempre che aiutando una persona a stare meglio, questa ne aiuterà un’altra che a sua volta ne aiuterà un’altra e diventerà una catena di positività, non dico che “contagerà” il mondo intero, ma anche solo una piccola parte.

Cosa ti ha ispirata e continua a farlo?
Sicuramente la mia vita, il mio dolore, ho davvero toccato il fondo e credevo che non mi sarei più rialzata, ho dimenticato chi ero, quale fosse il mio “potere magico”, ho lasciato che mi calpestassero e che mi facessero del male, perché non ero consapevole di chi ero ed è a quello che punto a far si che le persone siano consapevoli dei loro doni.

Come è stata in passato la tua esperienza nel campo che oggi
costituisce la tua attività?
Sono partita da nulla, con una partita Iva, che poi ho chiuso, lavoravo facendo workshop con poche persone, ora seguo persone one to one, non solo a Bari o Roma, ma in tutta Italia e in Gran Bretagna.

Cosa è per te un attività inclusiva?
All’inizio, mi ero focalizzata solo sulle donne, poi solo sulle donne afro discendenti, ma,
in seguito la richiesta dei miei servizi, è cambiata naturalmente, e inclusivo per me significa, non restringere il mio campo di lavoro, non scegliere un solo genere o una sola etnia, ma
essere aperta, perché il mio lavoro è quello di aiutare le persone indipendentemente da etnia, orientamento sessuale o religioso.

Quanto i social media sono importanti e come hai deciso di usarli?
Sicuramente sono importantissimi, e credo che siano il mezzo più veloce per diffondere le discipline Mindfulness, mi piace dare qualche perla attraverso i reel oppure piccole meditazioni video, oppure affermazioni positive, affinché le persone si fermino anche sono 30 secondi per riflettere sulla propria vita e su come possa cambiare anche solo con tre minuti di meditazione al giorno.

Cosa significa per te essere audaci?
Farsi vedere.

Quanto ti senti audace e perché?
Credo di esserlo molto, mi conoscono tutti come Cantautrice, le persone cantano le mie canzoni, mi fermano per strada e poi di punto in bianco ho iniziato a parlare di Mindfulness, sapendo che sarei stata giudicata e criticata dai miei colleghi e sapendo che inizialmente le persone sarebbero state destabilizzate e sapendo anche che mi avrebbero presa per invasata, visto che la Mindfulness in Italia sta prendendo piede molto lentamente, è una pratica che non si capisce fino infondo, ma io vado avanti per la mia strada, perché sono felice e soddisfatta nel vedere i cambiamenti profondi che hanno i miei clienti dopo una percorso mindfulness, la felicità dei miei studenti vince su tutto.

Cosa vorresti dire a chi si vuole approcciare con la propria attività all’includere clienti bipoc e gruppi minorizzati
Abbiamo bisogno di rappresentanze, di persone coraggiose che ispirino la nostra generazione, le prime generazioni hanno lottato per far si che noi potessimo andare a scuola, lavorare, avere matrimoni misti, noi dobbiamo lavorare affinché si possa capire (in Italia), che il medico afro discendente è prima di tutto un medico, una persona competente e non “uno straniero che viene a rubare un posto di lavoro”.
Mi piacerebbe che ci fossero più attrici, cantanti, politici, specialisti in qualsiasi settore afro italiani e afro discendenti. E se qualcuno ha un dono e un grande carisma, ha il dovere di farsi vedere attraverso il proprio lavoro per aiutare chi ancora non ha il coraggio di farlo. Siamo parte integrante di questo società e sta a noi prenderci i nostri spazi, ma soprattutto ispirare chi muove i primi passi nel proprio.

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Mi chiamo Sambu. Sono una designer di cambiamento, cioè guido le persone nel processo di costruzione e creazione di un marketing inclusivo con una lente antirazzista.
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